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I rischi economici causati dal Covid-19

 

Dal momento che il virus era stato ampiamente ignorato mentre si diffondeva in Cina, all’inizio di marzo i mercati finanziari hanno reagito con forza quando il virus si è diffuso in Europa e in Medio Oriente, alimentando i timori di una pandemia globale. Da allora, i rischi del Covid-19 sono stati valutati come aggressivi in varie classi di attività tanto che si teme che una recessione dell’economia globale sarà inevitabile. Un settore che pare non subirà crisi sarà quello dei casinò online, dove la gente potrà giocare alle slot machine online per divertirsi e distrarsi in questo momento così difficile.
 
È possibile fare una previsione?
I leader aziendali si chiedono, quindi, se l’oscillazione del mercato segnali davvero una recessione, quanto sarebbe grave una recessione causata dal Covid-19, quali sono gli scenari di crescita e di ripresa e se ci sarà un impatto strutturale duraturo della crisi in corso.
 
Naturalmente non è facile rispondere a queste domande che già sarebbero di difficile risposta in momenti di maggiore tranquillità. Una previsione del PIL è dubbia tanto quanto lo è l’andamento del virus, così come lo sono l’efficacia degli sforzi di contenimento e le reazioni dei consumatori e delle imprese. Non esiste un calcolo che catturi o preveda in modo credibile l’impatto economico del Covid-19.
 
Cosa segnalano i mercati
Il brutale cambiamento di rotta dei mercati finanziari globali sembrerebbe indicare che l’economia mondiale è sulla via della recessione. Le valutazioni degli asset sicuri sono aumentate drasticamente, con il premio a termine sui titoli di stato statunitensi a lunga scadenza che sono scesi ai minimi quasi record a 116 punti base negativi, quanto gli investitori sono disposti a pagare per il porto sicuro del debito pubblico statunitense. Di conseguenza, i modelli meccanici di rischio di recessione sono aumentati. Tuttavia, una conoscenza più approfondita dell’economia rivela che non è detto che la recessione sia una conclusione scontata.
 
In primo luogo, è necessario valutare gli asset di rischio dove l’impatto del Covid-19 non è stato uniforme. Gli spread creditizi sono aumentati notevolmente, suggerendo che i mercati di credito non prevedono ancora dei problemi finanziari. Le valutazioni azionarie sono nettamente diminuite, ma è importante notare che sono ancora elevate rispetto alla loro storia a lungo termine e in larga scala.
 
In secondo luogo, mentre i mercati finanziari sono un indicatore di recessione importante (anche perché possono causarle), la storia dimostra che questi mercati e le recessioni non dovrebbero essere automaticamente conflittuali. Negli ultimi cento anni sono stati contati sette casi in cui l’oscillazione dei mercati non ha conciso con le recessioni.
 
Non c'è dubbio che i mercati finanziari attribuiscono attualmente al Covid-19 un notevole potenziale di perturbazione e questi rischi sono reali, ma le variazioni delle valutazioni degli asset sottolineano la significativa incertezza che circonda questa epidemia e la storia ci mette in guardia dal tracciare una linea retta tra i mercati finanziari e l’economia reale.
 
Cosa comporterebbe questa recessione?
Anche se l’oscillazione del mercato può essere fuorviante, il rischio di recessione è reale. La vulnerabilità delle principali economie, compresa quella statunitense, è aumentata con il rallentamento della crescita e le espansioni di vari Paesi sono ora meno in grado di assorbire gli shock. Infatti, uno shock esogeno che colpisce l’economia statunitense in un momento di vulnerabilità è da tempo lo scenario recessivo più plausibile e, come tutte le grandi recessioni del passato, ci vorrà molto tempo per uscirne. Basti pensare alla recessione del 2009 e al fatto che non ne siamo ancora usciti completamente dopo undici anni. La situazione non è certa, si tireranno le somme quando il virus sarà sconfitto e se ne capiranno le conseguenze.
 


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