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Alcune curiosità che non conoscevi sulla Formula Uno

 

Ci sono stati momenti fondamentali che hanno plasmato l’epoca d’oro della F1, così come anni di crisi, da cui questo sport è dovuto più volte rinascere, come una fenice di fuoco votata alla velocità su piste e circuiti internazionali, sparsi in tutto il mondo.

I piloti sono indubbiamente i protagonisti che hanno colpito maggiormente il pubblico, costituendo in parte il successo della Formula Uno nel corso della sua storia; ma, oltre ai motori e ai piloti, ci sono altri aspetti che bisogna conoscere, se si vuole entrare nella cerchia degli esperti di gare automobilistiche e in particolare dei Gran Premi.

In questo breve articolo andiamo a svelare alcune curiosità che rendono l’argomento della Formula 1 ancora più affascinante e interessante.


1. Perché non esiste il numero 13


Perché non esiste il numero 13

Qualora ci fosse bisogno di dirlo, è bene ribadire che in certi ambienti, l’elemento della superstizione non deve in alcun modo essere sottovalutato. La scaramanzia, per chi corre tentando costantemente di superare i propri limiti di pilota, è un elemento in più che va sempre considerato. Tutti conoscono le leggende che, specialmente nei paesi anglofoni, circolano sul numero 13: queste spiegano in larga parte il motivo per cui nessun pilota nella storia ha mai voluto adottare il numero 13 per gareggiare. Utilizzare tale numero è stato elemento di discussione negli anni, ma ha portato le scuderie e i piloti a una sorta di rifiuto, come se ci fosse un’autentica maledizione anche negli ambienti di Formula 1, che già sono rischiosi e circondati da un alone di misticismo e superstizione.

Per chi fosse interessato a questo argomento, vale la pena rivedere la pellicola di Ron Howard, Rush, ambientata durante gli anni settanta, che vede contrapposti l’inglese James Hunt e l’austriaco Niki Lauda. In una delle prime scene, l’attore australiano Chris Hemsworth, spiega quali sono i motivi per cui i piloti hanno tanto successo. La componente dello spettacolo è fondamentale, così come il costante pericolo e la capacità di mettersi nei guai. Una visione forse anche romantica, ma che ancora oggi affascina non poco l’ambiente e il pubblico dell’automobilismo.


2. Il design delle vetture le tiene incollate al circuito


Il design delle vetture le tiene incollate al circuito

Alzi la mano chi almeno una volta non ha pensato che una vettura di Formula Uno sia stata concepita a livello di aerodinamica per saltare e spiccare il volo? Un argomento, questo, di sicuro interesse tra gli appassionati PRO di Formula Uno, visto che l’auto è la vera protagonista di tutti i Gran Premi, con buona pace per i piloti che vi stanno dentro e la comandano.

Chi ama questo tipo di sport ha una profonda passione per i motori e per le auto. Un aspetto a dir poco naturale e propedeutico, come del resto per la MotoGP o per il ciclismo, con le dovute differenze del caso. Entrando nello specifico, è stato dimostrato tecnicamente come un’auto spinta a oltre 200 Km/h potrebbe davvero volare; tuttavia, è proprio il design con cui le vetture di formula uno sono realizzate e concepite e tenerle inchiodate al suolo, per una questione di attrito legato ai principi più basilari della fisica. Si chiama deportanza, ed è la forza aerodinamica che spinge il veicolo verso il suolo aumentando di fatto l’aderenza allo stesso. Per aumentare la deportanza di un veicolo di Formula Uno sono stati utilizzati e creati dei particolari tipi di alettoni e di profili aerodinamici. Ecco spiegato, quindi, come la forma sia ancora una volta basilare e fondamentale per quanto riguarda un settore come la Formula Uno.


3. Le vetture sono vere e proprie opere d’arte


Le vetture sono vere e proprie opere d’arte

Inutile dire, in un contesto di questo tipo, che le vetture sono annoverate tra le macchine più sofisticate del pianeta. C'è così tanto lavoro che va nella costruzione di questi spettacolari veicoli, che bisogna ricordare come ogni aspetto debba avere la sua funzione, al fine di garantire sicurezza e velocità al mezzo. Ogni vettura è composta da ben 80.000 parti diverse.

Sebbene i motori siano incredibilmente costosi e complessi (fino a 18.000 giri al minuto), vengono scartati dopo solo due ore di regata. I dischi dei freni sono costituiti da fibra di carbonio, un materiale estremamente costoso che è molto più leggero e resistente di altri materiali. Devono essere in grado di gestire temperature di 1.000 gradi centigradi. Questi freni sono incredibilmente forti e, quando i piloti li usano, si sentono come se avessero appena sfondato un muro.

Gli pneumatici dell'auto sono riempiti con azoto, che riempie le gomme in modo più uniforme. L'auto può accelerare da 0 a 160 chilometri all'ora e tornare di nuovo a zero in quattro secondi. Questi sono solo alcuni dettagli basilari per quanto riguarda la vettura.
 
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Conclusioni

I motivi per cui la Formula Uno è diventata uno degli sport più amati e seguiti dal pubblico italiano e mondiale sono molteplici. Oggi, abbiamo trovato nuove formule e soluzioni per rendere questo sport ancora più avvincente e spettacolare. Tuttavia, il fascino del passato torna spesso ad agitare gli animi dei veri appassionati di un settore che si basa sull’innovazione, certamente, ma anche sul rispetto per la sua storia, passata o recente che sia.
 
 

 

Pubblicato: 03/26/2019


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